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	<title>Commenti a: La bacchetta magica nel Fundraising&#8230;</title>
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	<description>experiences and thoughts of italian fundraisers</description>
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		<title>Di: Fundraising e crisi: Io, la prendo di petto &#171; Fundraiser&#8217;s diary</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2007/10/04/la-bacchetta-magica-nel-fundraising/#comment-336</link>
		<dc:creator>Fundraising e crisi: Io, la prendo di petto &#171; Fundraiser&#8217;s diary</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 13:51:24 +0000</pubDate>
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		<description>[...] crisi&#8221;. Così come non esiste uno strumento &#8220;spacca mercato&#8221;, (vi ricordate la bacchetta magica citata qualche tempo fa?), nessuna &#8220;nuova tecnologia&#8221; può permettere ad [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] crisi&#8221;. Così come non esiste uno strumento &#8220;spacca mercato&#8221;, (vi ricordate la bacchetta magica citata qualche tempo fa?), nessuna &#8220;nuova tecnologia&#8221; può permettere ad [...]</p>
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		<title>Di: Originalidad es volver al origen &#171; Fundraising Now!</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2007/10/04/la-bacchetta-magica-nel-fundraising/#comment-37</link>
		<dc:creator>Originalidad es volver al origen &#171; Fundraising Now!</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 23:03:30 +0000</pubDate>
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		<description>[...] di ogni buon uomo di marketing e&#8230; ovviamente, di ogni fundraiser. Come dicevo in un recente colloquio via blog con Daniele Fusi:  se quella del fundraiser è un’arte da cuochi, è anche vero che ci sono [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di ogni buon uomo di marketing e&#8230; ovviamente, di ogni fundraiser. Come dicevo in un recente colloquio via blog con Daniele Fusi:  se quella del fundraiser è un’arte da cuochi, è anche vero che ci sono [...]</p>
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		<title>Di: francesco quistelli</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2007/10/04/la-bacchetta-magica-nel-fundraising/#comment-26</link>
		<dc:creator>francesco quistelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 17:48:05 +0000</pubDate>
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		<description>leggendo questo post di Daniele e la risposta di Paolo, non posso non intervenire dicendo quello che penso della bacchetta magica e del fundraising-sciamanesimo ... seppur non esistano magie esistono intuizioni magiche, se è vero che testare è un dogma per ogni fundraiser, rischiare è quasi un dovere. Perchè rispetto a tutto il marketing del mondo profit ci differenzia un elemento fondamentale ed è la variabile sentimentale, il coinvolgimento emotivo dell&#039;atto della donazione (il nostro prodotto). Il peso specifico della relazione emotiva tra causa sociale/organizzazione/prodotto donazione/brand è maggiore rispetto a qualsiasi altro prodotto/brand &quot;profit&quot;. Vendere donazioni e fare acquistare donazioni è un lavoro meraviglioso, che può fare sentire l&#039;acquirente meglio rispetto a qualsiasi altro acquisto compulsivo o ragionato che possa fare. E quindi? Segmentiamo, testiamo, integriamo, innoviamo, budgettiziamo... Ma il mondo delle idee e quello del cuore hanno qualcosa di magico, che può trasformare un buon fundrasier in un fundraiser speciale, quasi magico...talmente reali sono i risultati che riesce a ottenere, meglio e prima degli altri. E&#039; questo l&#039;ingrediente in più, magico, del buon fundraising: l&#039;empatia verso il cliente/donatore unita alla scienza di marketing. E l&#039;intelligenza emotiva è un talento, difficile da insegnare. Infine...L&#039;idea vincente non è un&#039;invenzione generata dal nulla, ma è qualcosa di nuovo creato da elementi esistenti che risulta utile. Per aumentare le vendite di dentrificio una segretaria di una multinazionale in una mega riunione di cervelloni si limitò a dire di &quot;allargare il diametro del tubetto&quot;... Margini molto più alti in poco tempo! Naturalmente non si possono avere idee magiche ogni 2 minuti, ma non possiamo rinunciare a trovare l&#039;idea migliore, il modo migliore per realizzarla, l&#039;idea in più rispetto ai competitors, l&#039;intuizione magica, di cuore... Ma so che già lo fate!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>leggendo questo post di Daniele e la risposta di Paolo, non posso non intervenire dicendo quello che penso della bacchetta magica e del fundraising-sciamanesimo &#8230; seppur non esistano magie esistono intuizioni magiche, se è vero che testare è un dogma per ogni fundraiser, rischiare è quasi un dovere. Perchè rispetto a tutto il marketing del mondo profit ci differenzia un elemento fondamentale ed è la variabile sentimentale, il coinvolgimento emotivo dell&#8217;atto della donazione (il nostro prodotto). Il peso specifico della relazione emotiva tra causa sociale/organizzazione/prodotto donazione/brand è maggiore rispetto a qualsiasi altro prodotto/brand &#8220;profit&#8221;. Vendere donazioni e fare acquistare donazioni è un lavoro meraviglioso, che può fare sentire l&#8217;acquirente meglio rispetto a qualsiasi altro acquisto compulsivo o ragionato che possa fare. E quindi? Segmentiamo, testiamo, integriamo, innoviamo, budgettiziamo&#8230; Ma il mondo delle idee e quello del cuore hanno qualcosa di magico, che può trasformare un buon fundrasier in un fundraiser speciale, quasi magico&#8230;talmente reali sono i risultati che riesce a ottenere, meglio e prima degli altri. E&#8217; questo l&#8217;ingrediente in più, magico, del buon fundraising: l&#8217;empatia verso il cliente/donatore unita alla scienza di marketing. E l&#8217;intelligenza emotiva è un talento, difficile da insegnare. Infine&#8230;L&#8217;idea vincente non è un&#8217;invenzione generata dal nulla, ma è qualcosa di nuovo creato da elementi esistenti che risulta utile. Per aumentare le vendite di dentrificio una segretaria di una multinazionale in una mega riunione di cervelloni si limitò a dire di &#8220;allargare il diametro del tubetto&#8221;&#8230; Margini molto più alti in poco tempo! Naturalmente non si possono avere idee magiche ogni 2 minuti, ma non possiamo rinunciare a trovare l&#8217;idea migliore, il modo migliore per realizzarla, l&#8217;idea in più rispetto ai competitors, l&#8217;intuizione magica, di cuore&#8230; Ma so che già lo fate!</p>
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		<title>Di: Autoreferenzialità&#8230; &#171; Fundraising Now!</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2007/10/04/la-bacchetta-magica-nel-fundraising/#comment-25</link>
		<dc:creator>Autoreferenzialità&#8230; &#171; Fundraising Now!</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Oct 2007 11:53:24 +0000</pubDate>
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		<description>[...] seconda conversazione è quella con Daniele Fusi, con il quale ce la siamo suonata e cantata su fundraising, ruolo e [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] seconda conversazione è quella con Daniele Fusi, con il quale ce la siamo suonata e cantata su fundraising, ruolo e [...]</p>
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		<title>Di: Daniele Fusi</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2007/10/04/la-bacchetta-magica-nel-fundraising/#comment-23</link>
		<dc:creator>Daniele Fusi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 08:23:57 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Paolo che dire se non che ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli? ;-) Scherzi a parte è un peccato che un così bel commento non abbia &quot;dignità&quot; di post ma del resto un blog è anche questo e quindi spero che in molti cliccheranno sulla voce commenti per poter apprezzare le tue parole. Grazie ancora e a presto.

P.S. dai che oggi lo discuti e per 48 ore puoi dormire tranquillo :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Paolo che dire se non che ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Scherzi a parte è un peccato che un così bel commento non abbia &#8220;dignità&#8221; di post ma del resto un blog è anche questo e quindi spero che in molti cliccheranno sulla voce commenti per poter apprezzare le tue parole. Grazie ancora e a presto.</p>
<p>P.S. dai che oggi lo discuti e per 48 ore puoi dormire tranquillo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: paolo.ferrara</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2007/10/04/la-bacchetta-magica-nel-fundraising/#comment-22</link>
		<dc:creator>paolo.ferrara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 21:43:19 +0000</pubDate>
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		<description>caro Daniele, confesso apertamente che il babbano dall&#039;altro capo di skype ero io e ho riso di gusto alla battuta sul maghetto Potter.

E ancora una volta oltre a riderci su, non posso che sottoscrivere quanto dici.  

Il lavoro del fundraiser è e rimane un lavoro da  cuoco da affrontare con il bilancino e attenti a dosare ogni singolo ingrediente. Il risultato sarà tanto migliore quanto più saremo riusciti a far emergere ogni singolo profumo in un composto equilibrato. 

Non esistono ricette magiche e non credo siano mai esistite. Quello che conta sono, da sempre: i mezzi usati (il materiali di cui sono composte le stoviglie), la squadra (nessun cuoco, neanche il più bravo, può riuscire senza dei validi assistenti nell&#039;organizzazione di una cucina), la freschezza e la qualità degli ingredienti e tanto altro ancora.

Ma cosa c&#039;è di strano? Siamo uomini di marketing, anche se esercitiamo in un settore tanto diverso dal profit. Anche noi dobbiamo confrontarci con risorse limitate,  marketing mix, communication mix, redemption, roi, costo contatto, costo cliente e tutte quelle cose che spesso invece nella nostra professione si tendono a dimenticare. 

E come uomini marketing dobbiamo anche imparare a testare, in un mix di strumenti tradizionali e innovazione (nel senso tutto limitato che ha questo termine nel marketing), imparando a leggere con capacità, ma anche crudezza i dati.

Come ripeto spesso su Fundraising Now! (e come ho recentemente confessato a Francesco Santini) anche i temi di cui spesso io e te discutiamo (quelli legati al web 2.0) non sono rivoluzionari in sé o la strada per la felicità del terzo settore. Sono un terreno di studio e di sperimentazione, dove forse c&#039;è ancora spazio per fare cose interessanti e che forse possono ancora crescere, ma sarebbe stolto chi pensasse di affidare a loro, e solo a loro,  le sorti della propria onp (almeno in termini di raccolta fondi).
La strada, faticosa e spesso frustrante, rimane sempre quella dell&#039;integrazione.

Detto questo, saper cogliere l&#039;onda, prendersi qualche rischio (ponderato, frutto dello studio e della raccolta di dati) rimane comunque fondamentale. Se la Lega del Filo d&#039;Oro o l&#039;Airc anni fa non avessero creduto nel nuovo verbo venuto da oltre manica (complice Lentati), accontentandosi della solita litania italiana che quello che vale all&#039;estero non vale mai in Italia, non avremmo avuto 20 e passa anni di successi del Direct Mailing.  E lo stesso vale per chi, primo in Italia (e sai di chi sto parlando) ha portato la moda degli SMS Solidali in Italia. 

Insomma, se quella del fundraiser è un&#039;arte da cuochi, è anche vero che ci sono cuochi e cuochi. Ci sono i buoni mestieranti, gli artigiani, i creativi e quelli che sanno fondere  tecnica e creatività, mestiere e fantasia, innovazione e ricerca delle origini (originalidad es volver al origen diceva Gaudì). E questi ultimi sono quelli che fanno la differenza. Questi, per intenderci, sono i Rossano Bartoli, i Giangi Milesi e i tanti altri che hanno fatto crescere il fundraising in Italia. Non maghi, ma seri professionisti capaci di leggere il loro tempo e di prendersi qualche rischio (testare, testare, testare... sapendo che ogni tanto si può anche sbagliare).

Un caro saluto e buona notte... io torno a lavorare sul budget ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Daniele, confesso apertamente che il babbano dall&#8217;altro capo di skype ero io e ho riso di gusto alla battuta sul maghetto Potter.</p>
<p>E ancora una volta oltre a riderci su, non posso che sottoscrivere quanto dici.  </p>
<p>Il lavoro del fundraiser è e rimane un lavoro da  cuoco da affrontare con il bilancino e attenti a dosare ogni singolo ingrediente. Il risultato sarà tanto migliore quanto più saremo riusciti a far emergere ogni singolo profumo in un composto equilibrato. </p>
<p>Non esistono ricette magiche e non credo siano mai esistite. Quello che conta sono, da sempre: i mezzi usati (il materiali di cui sono composte le stoviglie), la squadra (nessun cuoco, neanche il più bravo, può riuscire senza dei validi assistenti nell&#8217;organizzazione di una cucina), la freschezza e la qualità degli ingredienti e tanto altro ancora.</p>
<p>Ma cosa c&#8217;è di strano? Siamo uomini di marketing, anche se esercitiamo in un settore tanto diverso dal profit. Anche noi dobbiamo confrontarci con risorse limitate,  marketing mix, communication mix, redemption, roi, costo contatto, costo cliente e tutte quelle cose che spesso invece nella nostra professione si tendono a dimenticare. </p>
<p>E come uomini marketing dobbiamo anche imparare a testare, in un mix di strumenti tradizionali e innovazione (nel senso tutto limitato che ha questo termine nel marketing), imparando a leggere con capacità, ma anche crudezza i dati.</p>
<p>Come ripeto spesso su Fundraising Now! (e come ho recentemente confessato a Francesco Santini) anche i temi di cui spesso io e te discutiamo (quelli legati al web 2.0) non sono rivoluzionari in sé o la strada per la felicità del terzo settore. Sono un terreno di studio e di sperimentazione, dove forse c&#8217;è ancora spazio per fare cose interessanti e che forse possono ancora crescere, ma sarebbe stolto chi pensasse di affidare a loro, e solo a loro,  le sorti della propria onp (almeno in termini di raccolta fondi).<br />
La strada, faticosa e spesso frustrante, rimane sempre quella dell&#8217;integrazione.</p>
<p>Detto questo, saper cogliere l&#8217;onda, prendersi qualche rischio (ponderato, frutto dello studio e della raccolta di dati) rimane comunque fondamentale. Se la Lega del Filo d&#8217;Oro o l&#8217;Airc anni fa non avessero creduto nel nuovo verbo venuto da oltre manica (complice Lentati), accontentandosi della solita litania italiana che quello che vale all&#8217;estero non vale mai in Italia, non avremmo avuto 20 e passa anni di successi del Direct Mailing.  E lo stesso vale per chi, primo in Italia (e sai di chi sto parlando) ha portato la moda degli SMS Solidali in Italia. </p>
<p>Insomma, se quella del fundraiser è un&#8217;arte da cuochi, è anche vero che ci sono cuochi e cuochi. Ci sono i buoni mestieranti, gli artigiani, i creativi e quelli che sanno fondere  tecnica e creatività, mestiere e fantasia, innovazione e ricerca delle origini (originalidad es volver al origen diceva Gaudì). E questi ultimi sono quelli che fanno la differenza. Questi, per intenderci, sono i Rossano Bartoli, i Giangi Milesi e i tanti altri che hanno fatto crescere il fundraising in Italia. Non maghi, ma seri professionisti capaci di leggere il loro tempo e di prendersi qualche rischio (testare, testare, testare&#8230; sapendo che ogni tanto si può anche sbagliare).</p>
<p>Un caro saluto e buona notte&#8230; io torno a lavorare sul budget <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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