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Per chi fa questo lavoro è normale dover spiegare ad amici, parenti ecc. esattamente in cosa consista la nostra professione.
In Italia il semplice “faccio il fundraiser” non basta, nella migliore delle ipotesi va corredato da un “praticamente mi occupo di marketing e comunicazione per le nonprofit” e questa è davvero la migliore delle ipotesi, visto che prevede che l’interlocutore sappia nell’ordine cosa sono: marketing, comunicazione e nonprofit.
Partendo da questo e pensando anche a quanti hanno voglia di intraprendere questa professione, ho deciso di scrivere questo post, semplicemente raccontando una mia giornata tipo in ufficio
Tralascio la questione come ci arrivo in ufficio visto che vivo a Milano ma lavoro a Bergamo… sarebbe noioso, ingiurioso nei confronti di Trenitalia e poco attinente al post… quindi immaginatevi che in ufficio…… io ci sia già ![]()
Accendo il pc e apro la posta… sbrigo insomma formalità che in qualunque lavoro si fanno… la maggior parte della posta è interna, colleghi che chiedono, rispondono e informano, un altra parte è spam e si cancella e poi ci sono fornitori o potenziali tali.
Questa è una categoria un pò più time consuming, i fornitori potenziali fanno le loro offerte e chiedono appuntamenti, quelli effettivi inviano proposte e lavori ultimati (creatività, ordini di stampa, ordini di liste, ecc.).
Il vaglio di queste ultime prende un pò di tempo, le vedo da solo, le guardo con il team, si fanno le correzioni, si assegnano le priorità e i carichi di lavoro alle diverse persone (siamo in 5 sui donatori individuali in Cesvi).
A questo punto la posta è finita e si passa al controllo dei calendari.
Normalmente lavoro con 3 differenti calendari.
Il primo è l’agenda… chi devo incontrare oggi, il secondo è il calendario generale dei lavori… a che punto siamo sulla programmazione annuale, il terzo è il mio personale “To do”… cosa devo fare oggi.
In base a quello che dicono i tre calendari viene composta la mia giornata.
Tendenzialmente faccio in modo di alternare settimane con un appuntamento (interno o esterno) al giorno a settimane di solo lavoro desk… sinceramente ci riesco raramente ma tenere questo intento come stella polare mi aiuta a ritagliarmi momenti indispensabili per… sopratutto analizzare dati.
Una delle cinque persone che lavora con me (Elisa) è dedicata alla gestione del nostro database. Viene costantemente stimolata a fornirmi dati sull’andamento delle varie campagne attive (sia prospecting che donor) ed a farlo in relazione con gli anni passati.
Da questi dati ricavo e aggiorno le stime di sviluppo e riallineo le strategie (es. se un mailing non sta funzionando ed avevo previsto un espansione magari rimetto in discussione la cosa).
E poi viene la parte “migliore” controllo costi! Un divertimento unico… anche qui si prendono i dati effettivi di spesa e si confrontano con le stime di inizio anno… si riaggiornano e si prega di non averle sbagliate… al momento tutto ok ma l’ansia è sempre grande ![]()
Ovviamente ad intervallare tutto questo ci sono le telefonate e gli incontri rapidi con i colleghi (soprattutto quelli della parte progetti che lavorano direttamente con “il campo” e che ci aggiornano sui progetti in corso).
Chiamano fornitori (eh sì gestire un budget significa dire un sacco di “no”), chiamano i donatori (ma per questo ci sono le tre meravigliose professioniste dell’area: Fiorenza e Paola capitanate da Marianna) chiamano i colleghie per chiedere, rispondere ed informare e chiama chi sbaglia numero
.
Questa è la parte meno “frizzante” del lavoro… poi c’è quella ultra-stimolante, quella per cui vale la pena venire in ufficio tutti i giorni… è il rapporto/confronto con i colleghi da cui spesso nascono progetti “speciali” quelli che coinvolgono più aree (donatori individuali, aziende, educazione, ecc.)… quella parte che permette di “testare” le proprie idee sulle strategie da seguire per le varie branchie dell’area (grandi donatori, regali solidali, internet, ecc.) e fungere da test per i colleghi impegnati nello stesso sforzo.
Purtroppo non succede tutti i giorni ma, almeno qui in Cesvi succede spesso, ed è davvero uno spettacolo quando da una sigaretta sul balcone nascono progetti che poi a pochi mesi di distanza vedono la luce.
Come avete potuto vedere il mio lavoro non è esattamente quello di un agente segreto, è fatto di tanti numeri, di tanti controlli e di infinita pianificazione (da quanto allocare sulla data attività a quante ore di ogni risorsa allocare su dette attività)… oltre a questo c’è la parte “creativa” sulla quale mi permetto soltanto una supervisione avendo a disposizione, oltre alla preziosissima Marianna che individua ed elimina ogni possibile errore e gestisce la produzione di messaggi e campagne, agenzie e creativi singoli (Marta su tutti) di cui posso fidarmi ciecamente.
Ma anche aggiungendo questo lato dubito che saranno in molti i bambini che alla domanda: “che lavoro vuoi fare da grande?” risponderanno entusiasti “il fundraiser!”… ma resta che a me piace… e fintanto che non mi annoio continuo a farlo… sapendo e sentendo che ogni mio minuto dedicato intensamente all’organizzazione può portare anche un solo centesimo che permetterà a qualcuno, da un altra parte del mondo, di avere scuola, cibo, cure…. insomma sviluppo…
Mi rendo conto che sia banale, già sentito, forse anche già detto da me, ma resta che è quello che sento ed è il motivo per cui tutti i giorni sono qui a dare il 101% … sempre!





Carissimo Daniele,
cosa c’è di meglio che leggere la giornata del fundraiser tipo e rendersi conto che …. non sei l’unico che salta da un fornitore all’altro, che passa 2 minuti sulla carta della nuova pergamena per gli sposi, 2 minuti a decidere se un’azienda sta cercando “di approfittarsene” o se è comunque una buona occasione, 2 minuti a capire se è il momento buono per far partire un sollecito per SAD, 2 minuti a capire se una delle tue assistenti sul corporate arriverà mai in Uganda e specialmente se tornerà sana e salva……. 2 minuti, quasi mai di più, perchè un conto è fare il fundraisers e un conto è coordinare i fundraisers! Ma non dimentichiamo le soddisfazioni…. e visto che io non fumo, per me grande soddisfazione è vedere che le squadre funzionano, che le persone crescono, imparano, acquistano sicurezza, pian piano osano e un giorno si lanciano e spesso tu hai contribuito a quel lancio, fornendo know-how e infondendo sicurezza: hai creato un fundraiser!
(…….. che magari un giorno ti lascerà per andare a lavorare con Daniele Fusi! Ma anche questo fa parte del gioco!)
Ciao Guendalina,
per fortuna esiste un piccolo numero di persone in Italia che non ha tutte le rotelle a posto e che è innamorata di questo lavoro ed ogni volta che parlo o leggo qualche testimonianza di questi mi sento davvero bene… al di la di questo concordo perfettamente con te, oltre ai progetti che si realizzano osservare come gli “ingranaggi” di una squadra girino perfettamente è sempre entusiasmante… non conosco ancora la sensazione del contributo alla “creazione” di un fundraiser anche se mi piacerebbe molto e forse è anche il motivo per cui se qualcuno dei tuoi venisse a BG ti direbbe che va a lavorare con Giangi Milesi e non con me
Grazie mille per il tuo commento e a presto!
Un saluto a tutti.
Non so bene come presentarmi dal momento che purtroppo non posso contribuire con un’esperienza sul campo.
Il punto è proprio questo, vorrei poter un giorno tornare a scrivere in queste pagine con cognizione di causa…
Mi sono imbattuta in queste pagine di diario durante le mie ricerche relative alla professione di fund raiser; al momento nello zaino ho una lurea in economia e commercio, l’esperienza di un anno in una società di revisione contabile e tanta voglia di dare il mio modesto contributo al mondo…
Se vorrete fornirmi qualche dritta ve ne sarò grata…
Chiara
Ciao Chiara, qualche dritta? fare esperienza in una organizzazione nonprofit anche come volontaria, rispondere agli annunci che magari qualche società di consulenza fa e fare stage lì, frequentare qualche corso di formazione (ce ne sono tanti in giro fundraising school, scuola di fundraising di roma, master in fundraising, centrale etica academy, master nonprofit della bocconi). Anche fare la dialogatrice presso delle onp ce ne sono varie che credo cerchino
Grazie dell’interessamento Franceso, purtroppo ilvolontariato va al momento scartato perchè ho un affitto da pagare puntuale come le tasse ogni primo del mese!
Comunque continuerò nella mia ricerca dell’annuncio giusto!
Ciao
[...] fondi da donatori individuali (per brevità denominata “Direct Marketing”) – qui trovate un post di qualche tempo fa che descrive nel dettaglio cosa facevo esattamente – ed in questo ruolo [...]