
fonte: flickr
Qualche settimana fa avevo scritto a proposito di una interessante opportunità di lavoro nel nostro settore. Si trattava della ricerca da parte di Action Aid Italia del nuovo direttore raccolta fondi, la persona che avrebbe dovuto sostituire la bravissima Roberta Capella.
Il post è stato molto commentato e polemica a parte, scatenata dalla vulcanica Tiziana, uno dei temi che aveva suscitato maggiore attenzione era quello dell’età (ipotizzata alta) che il nuovo responsabile avrebbe avuto. Beh chi ha pensato questo si sbagliava e non poco.
Action Aid ha scelto e ha scelto un giovane vero!
Non un giovane come si dice nel nostro Paese… …indicando quarantenni o a volte anche cinquantenni… ma un giovane, giovane! Uno che anche all’estero sarebbe considerato tale insomma.
Il nuovo responsabile marketing e fundraising dell’organizzazione è Patrice Simonnet. Vi invito a visitare il suo profilo su linkedin per constatare, oltre che il curriculum di tutto rispetto, che Patrice è sotto i quaranta, e direi ampiamente sotto.
Possiamo dire, ancora una volta, che il nonprofit, e le ONG in particolare, fanno eccezione rispetto al resto del Paese.
Non solo per Patrice ma anche per altri quattro giovani talenti che sono in sella alla posizione di Resposabile Fundraising (in tutte le varianti possibili di nome) di organizzazioni di grandi dimensioni.
Ci sono:
- Paolo Ferrara di Terre des Hommes
- Daniela Fatarella di Save the Children
- Letizia Galli di Medici senza Frontiere
- Francesco Quistelli di Coopi
tutti sotto i 40 (anche se Paolo e Francesco si portano malissimo i loro anni
), tutti in grado di gestire e di gestire bene organizzazioni complesse dal punto di vista della raccolta fondi e con budget di tutto rispetto (sicuramente ce ne sono altri che non conosco, sicuramente ce ne sono altri che conosco e ho dimenticato ma per fortuna questo è un blog ed i commenti servono anche a questo
).
Per una volta lasciatemi fare i complimenti al nostro settore.
Se è vero come spesso sostengo che su molte cose siamo indietro rispetto al profit su altre dobbiamo dire che siamo noi il benchmark è mi permetto di essere fiero che su questa questione specifica veniamo prima noi. La mia speranza è che non solo su questo si riesca a primeggiare ma addirittura si riesca a diventare motore, almeno ideale, per il resto delle aziende della nostra Penisola.
Quindi non mi resta che concludere facendo un sincero in bocca al lupo a Patrice (la sfida con World Vision si fa ancora più interessante) che spero di incontrare presto per conoscerci e all’organizzazione di Marco De Ponte che è risuscito a “correre” ancora una volta oltre le critiche e verso “l’innovazione”.





premesso che questo è l’ultimo commento che faccio su questo blog… (sono offeso dai commenti sul mio aspetto decrepito
) non posso che concordare con quella serpe del Fusi: il terzo settore italiano avrà tanti limiti, ma in molti casi riesce sempre più a distinguersi per competenze, governance, spirito di innovazione e capacità di sfidare l’imperante gerontocrazia del paese.
Quella che arriva da AAI è perciò sicuramente una bella notizia, anche perché si sceglie consapevolmente un “vero giovane” per amministrare una macchina complessa e non un’organizzazione semivolontaristica.
Aggiungo che un esempio simile in Italia lo ha dato anche Unicef.
Sarebbe bello interrogarsi sul perché questo sta accadendo e provo ad abbozzare alcune possibili risposte:
- il terzo settore italiano anche grazie a Internet sta iniziando sempre di più a confrontarsi con modelli altri e questo stimola l’innovazione;
- a differenza di altri settori, il non profit italiano non ha rendite di posizione, ha sempre meno fondo pubblici a disposizione (siamo ultimi per i fondi pubblici alla cooperazione), è scarsamente protetto sul piano legislativo e la competizione è feroce: e anche questo stimola e impone l’innovazione;
- il terzo settore italiano si è accorto di essere in ritardo rispetto al non profit di altri paesi. Si è accorto che in Italia la fetta del mercato delle donazioni è ancora molto esigua (intorno al 30%) e ha capito che oltre che spartirsi le briciole bisogna trovare nuovi strumenti per allargare la torta: e questo richiede idee nuove, entusiasmo e competenza…
E voi, cosa ne pensate?
concordo con Paolo e getto lì alcuni numeri riguardanti un altro settore che dovrà per forza investire nel fundraising. Parliamo delle cooperative sociale dove gli ultimi dati istat 2005 danno i 2/3 delle cooperative che vivono grazie a convenzioni con gli enti pubblici ed il 51% dei lavoratori delle coop. sociali sono assunti con contratti atipici. Preoccupante? No ma è un bello spaccato della realtà dove come dice anche Paolo magari si rischia di spartirsi le briciole più che allargare la torta, almeno da quello che vedo io. ciao
Qui si concorda troppo… se andate avanti così non si alzano gli accessi!
battute a parte, naturalmente sposo i vostri interventi in pieno… in particolare la previsione di Francesco sulle cooperative… alcune in realtà si stanno già attrezzando, sono ancora poche ma è un buon segnale da un mondo che ha basato la propria attività sul sostegno pubblico (mi ricordano le Ong 15 anni fa). Per quanto riguarda l’intervento di Paolo come non condividere la speranza dell’aumento della torta totale dei donatori? E per farlo ben venga l’innovazione e lo spirito competitivo ma qualche bella campagna congiunta (in modo da ampliare l’audience) su temi trasversali per me potrebbe, nel tempo, fare un enorme differenza…. ci si muove anche in questa direzione… speriamo di essere fortunati
daniele per me ha centrato il punto Campagne Congiunte, un po’ già ci sono. Ma si arriverà a fare campagne congiunte per promuovere i lasciti come in altri paesi? Spero di si perchè dal mio lavoro vedo troppa la divisione fra organizzazioni nonprofit magari che lavorano nello stesso campo, competitività ben venga ma anche cooperazione su argomenti comuni.
Su una campagna lasciti congiunta ci sto… firmo subito. Dove???
Non avevi detto che il precedente era l’ultimo commento?
Guarda che mi sono segnato che per una campagna sul lascito firmeresti subito… io, come sai, firmerei con il sangue
Due esempi?
http://www.legacypromotioncampaign.org.uk/
fatto dall’Institute of Fundraising (una sorta di Assif inglese)
http://www.legacypromotion.ie/legacy/index.php
fatto da tre onp irlandesi
Oppure questo esempio di cui parlavo nel 2005
http://www.fundraising.it/2005/12/22/un-esempio-di-alleanza-intelligente-nel-fund-raising/
Ciao a tutti,
bello questo post Daniele (quelli di fundraiser’s diary sono sempre commentatissimi). Primo di tutto, un grosso in bocca al lupo a Patrice.
è vero, a quanto mi sembra il terzo settore italiano, oltre a essere quello in maggiore crescita nel nostro paese, è anche dotato di una forte dose di innovazione e di responsabilità affidata a giovani.
Chi come me è un novizio del settore non può però non notare alcuni punti di forte criticità: SOPRATtUTTO per i giovani.
Innanzitutto, non c’è quasi organizzazione che prima anche solo di discutere un’assunzione non ti faccia fare lo stage, il contro stage e lo stage dello stage per poi (forse) mirare … ad un tirocinio!
e se sei assunto… beh, non ne scampi. Contratto a progetto a vita. E così magari gente valida (ne conosco almeno un paio) è costretta a lasciare il settore e abbandonare il suo sogno di lavorare per altri. Non per guadagnare tanto: ma giusto per un contratto decente, che gli consenta magari di pensare ad una famiglia e a pianificare un minimo la sua vita
Ma sono fiducioso: se il non profit italiano è all’avanguardia su molte cose… perchè non diventarlo anche su questo!
un saluto a tutti e a presto!
hey! cosa si vuol dire qui? che chi ha più di 40 anni è un …. dinosauro … geron….etc etc ? (ferrara me lo sono legata la dito) …. scherzi a parte ….. vi mando un caro saluto. sono certa che patrice porterà avanti il fundraising di actionaid verso sempre maggiori successi . lasciatemi dire però che ha dietro un team egregio e bravissimo… perchè il successo non dipende solo da chi fa il capo…..) , io conosco tutti nel fundraising di aai , molti anzi quasi tutti li ho reclutati io negli ultii 13 anni…. e so che sono tra i migliori per capacità e adesione alla missione. un caro saluto a tutti , anche se sarò oltralpe , rimarrò sempre legata al fundraising italiano e cercherò di portare alto il suo nome…. )))
Ciao Roberta, in bocca al lupo per la tua nuova avventura… ovviamente sono concorde con te nel sottolineare quanto sia importante la squadra e non solo il leader nel “successo” di un’organizzazione… Grazie mille per il contributo e a presto!
P.S. sarai anche un “dinosauro” ma ad averne di 40enni che espatriano portando il fundraising italiano come eccellenza all’estero.
)))))
Roberta… così mi costringi di nuovo a intervenire in questo blog pieno di vipere… (potrei anche togliere la firma!!!)… Scherzi a parte, proprio la tua esperienza credo dimostri come un’organizzazione come Action Aid abbia sempre creduto nei giovani (e Marco De Ponte ne è un’altra dimostrazione) affidandogli crescenti responsabilità.
Poi sono d’accordo con te. Conosco alcune delle persone che lavorano in AAI e mi capita di incontrarne sempre di più e non posso che sottolineare come la squadra sia di ottimo livello, sia dal punto di vista professionale che umano… Però permettimi di dire che questo è anche frutto della capacità di scegliere le persone giuste e di creare un clima di lavoro stimolante, motivato, collaborativo ecc. Insomma, è frutto anche del talento di chi ha rivestito ruoli di responsabilità nell’organizzazione
Per il resto, un caro saluto e un grande in bocca al lupo per la tua nuova sfida… Fa onore a tutti noi e ci stimola a fare sempre meglio!
a prestissimo
p.
Bè direi che in Irlanda ci battono però sulla giovane età dei manager del fundraising http://virgi.wordpress.com/2008/09/23/administrator/
Complimenti a Virginia e ad Oxfam per l’ottima scelta… l’Irlanda mi piaceva anche prima ma ora la apprezzo anche di più!
Ciao,
a proposito di Actionaid…ho letto da qualche parte che è in corso una nuova campagna per il problema dell’emergenza idrica in Etiopia.
Sul sito istituzionale non ho trovato info in merito, qualcuno di voi sa dirmi qualcosa di più?
Grazie in anticipo,
Valentina
Ciao Valentina,
io non ho visto nulla in merito… provo a cercare in archivio se ho qualcosa e ti faccio sapere.
Ciao Valentina
ActionAid ha un Progetto che si chiama ActionAid Village e si occupa proprio di questo, bastava fare una ricerca su Google
Cmq trovi tt le info qui:
http://www.actionaidvillage.it/
saluti!
[...] potete trovare qui un post interessante su questa organizzazione) , alla corte di Marco De Ponte e Patrice Simonnet (che quindi non si è offeso per il post di qualche tempo fa in cui lo presentavo al mondo del [...]