
Fonte: flickr
È da novembre circa che questa fantomatica crisi globale mi ha interessato direttamente, o meglio, mi ha interessato professionalmente.
Prima di novembre ovviamente leggevo della crisi, se ne parlava già dappertutto, un po’ come l’uscita di uno dei ragazzi dalla casa del Grande Fratello o l’insurrezione dei mass media contro i ROM romeni o presunti tali. Ma sinceramente professionalmente tutto reggeva, si andava avanti senza alcun problema.
Arriva novembre.
Qualche telefonata da aziende un po’ preoccupate, qualche contratto chiuso……per “paralisi” crisi, e qualche manifestazione aperta di amore e quindi rassicurazione sul continuo sostegno ai nostri progetti.
Si avvicina il Natale e la promozione fatta ormai è fatta, quindi non ci resta che aspettare e vedere i risultati…ad oggi posso dire che il nostro risultato di raccolta è abbastanza in linea con altre organizzazioni con cui mi sono confrontata: il calo (che in media tra noi e le organizzazioni con cui ho condiviso le esperienze va dal 20% al 40%) non è tanto quantitativo ma economico. Per cui paradossalmente ci sono stati casi (come il nostro) di un numero maggiore di aziende sostenitrici rispetto allo scorso anno ma una donazione media molto più bassa, che ha portato ad un risultato economico minore rispetto a quanto sperato.
E la stessa cosa vale un po’ per le collaborazioni extra Natale: la crisi non si sente tanto in termini di quantità ma di donazione….è così difficile fare bene il proprio lavoro di fundraiser! Forse è anche formativo…perché ci si deve sbizzarrire di più su proposte, su spinte a donare, sull’individuazione della giusta campagna di marketing sociale costruita attorno all’azienda: si studia meglio cosa fa, quali prodotti ha, come matchare armonicamente i propri prodotti con un’attività di responsabilità sociale. E si diventa dei migliori PR!
Ovviamente poi la paralisi si espande a macchia d’olio, per cui anche le organizzazioni non profit si trovano ad interrogarsi su quanto investire e dove investire.
E qui entrano in gioco quelle paroline che tanto sento girare anche tra colleghi…la soluzione magica, o forse la toppa ad una situazione di mercato statico: GESTIONE, FIDELIZZAZIONE.
Puntiamo tutto sulla fidelizzazione, non ci possiamo permettere di investire troppo.
Concordo parzialmente.
CONCORDO perché per organizzazioni come AMREF che hanno un buon numero di aziende in DB fare delle estrazioni “strategiche” e puntare su alcune aziende cui proporre progetti ad hoc o campagne, sicuramente abbatte i costi di un DM o altro.
Concordo anche perché si potrebbe “approfittare” di questo periodo per cercare, cullando di più i propri donors, di abbassare l’attrition rate.
PARZIALMENTE perché comunque in un’ottica di crescita (e anche un po’ ormai in un’ottica concorrenziale) chi sta fermo non solo non va avanti ma fa anche passi indietro…e non è che le operazioni di gestione siano poi questo balzo in avanti.
Parzialmente inoltre perché a conti fatti (quindi con un bel foglio excel e tante formule che piacciono sempre molto!) investire sui propri non è che renda poi così tanto.
Insomma…volevo condividere con voi questi pensieri/queste strategie…ovviamente invitandovi a condividere esperienze e riflessioni. Alla prossima!
P.S.
Ah…dimenticavo…in occasione della Festa della Donna a Parma AMREF porterà in scena, con alcune delle nostre ragazze del progetto Dagoretti, sul recupero dei ragazzi di strada, lo spettacolo teatrale Malkia (Regine in swahili), sul tema della maternità consapevole….in questo periodo di crisi: quale miglior regalo per i maschietti alle loro donne e alle amiche per le loro amiche donne che un biglietto a Teatro per vedere uno spettacolo di valore? Per info sui biglietti: 0521993818 – www.briciole.it; per informazioni sul progetto: www.amref.it
Ve lo dicevo: la crisi aguzza la creatività






Indivudual Fundraising in tempo di crisi ….. è vero questa fantomatica crisi è arrivata .. giornalmente sento la pressione e la responsabilità di quello che tutto ciò potrebbe generare. Pressioni da budget, pressioni, pressioni, pressioni….. paure alimentate dall’incertezza di un futuro che non sappiamo ancora cosa ci riserverà.
In un’ottica di “sopravvivenza” la parola d’ordine è fidelizzare che in parole povere si traduce in “contenimento dei costi”. Fidelizzare un privato, effettuare investimenti su liste proprie, sicuramente ha dei risultati migliori rispetto alle aziende. Ma questa è solo una delle strade da percorrere. In un’ottica di crescita quello che potrà risultare vincente sarà un lavoro puntuale e attento dove diverse attività dovranno necessariamente trovare il loro spazio, dove un DM avrà la sua redemption se supportato da una campagna integrata su diversi canali, dove un mailing risulterà vincente se affiancato da un’attività di telemarketing ……..
Sicuramente questo periodo ( e speriamo che sia solo un periodo…. un inizio ma presto anche una fine) sarà di grande stimolo, già al nostro interno vedo un fermento maggiore rispetto alla necessità di trovare nuovi “argomenti”, ideare nuove campagne partendo da dati concreti e analisi delle attività già realizzate.
…… chi si fermo è perduto…
Grazie Fede..un commento veramente molto prezioso…molto vera la tua ultima frase e molto vera la posizione di ottimizzare la fidelizzazione….ma lascio la parola al mio compagno di blog Daniele che dopo il mio FR aziende in tempo di crisi dovrebbe scrivere il suo personale modo di vederla relativamente agli individui…ma penso siate più o meno della stessa idea.
Ioana
[...] molto più ponderati… lo hanno fatto Francesco Quistelli, per primo, qui, Ioana Fumagalli su Fundraisers’ diary e Valerio Melandri [...]