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	<title>Commenti a: Le &#8220;pagelle&#8221; del Festival del Fundraising 2009</title>
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	<description>experiences and thoughts of italian fundraisers</description>
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		<title>Di: Jacopo B. Gazzola</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-388</link>
		<dc:creator>Jacopo B. Gazzola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 09:27:47 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-387</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 09:11:08 +0000</pubDate>
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		<description>Nella pagella bisognerebbe aggiungere anche la voce post festival ovvero caricamento delle slide sul sito. Che voto daresti ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nella pagella bisognerebbe aggiungere anche la voce post festival ovvero caricamento delle slide sul sito. Che voto daresti ?</p>
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		<title>Di: Elisa</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-386</link>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 09:50:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao,
“affare di famiglia” si genera se ci si chiude. 
più il Festival è aperto e minore è &quot;l&#039;effetto famiglia&quot;
Vorrei farti notare questa frase dal post del Prof. melandri:
..davvero il festival sarà molto diverso il prossimo anno!...
E mi chiedo; ma se un Festival va bene a cosa; serve crearne uno molto diverso ? 
Le manifestazioni che vanno molto bene prevedono sempre ritocchi, innovazioni bilanciate ma non cambiamenti sostanziali; se con il termine &lt;&gt; si intendono cambiamenti molto importanti.
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
“affare di famiglia” si genera se ci si chiude.<br />
più il Festival è aperto e minore è &#8220;l&#8217;effetto famiglia&#8221;<br />
Vorrei farti notare questa frase dal post del Prof. melandri:<br />
..davvero il festival sarà molto diverso il prossimo anno!&#8230;<br />
E mi chiedo; ma se un Festival va bene a cosa; serve crearne uno molto diverso ?<br />
Le manifestazioni che vanno molto bene prevedono sempre ritocchi, innovazioni bilanciate ma non cambiamenti sostanziali; se con il termine &lt;&gt; si intendono cambiamenti molto importanti.<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Daniele Fusi</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-385</link>
		<dc:creator>Daniele Fusi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 19:27:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diariodelfundraiser.wordpress.com/?p=182#comment-385</guid>
		<description>Ciao Elisa, la mia risposta non voleva essere censoria, anzi! Ed infatti mi fa molto piacere proseguire con il nostro dibattito... non avevo, e colpevolmente ancora non ho, letto il post di Jacopo (che a questo punto ci deve dire quale dei due nomi preferisce ;-) ) provo però cmq a rispondere per quello che riguarda il mio post. In realtà credo sia normale un pò di spaesamento causato da un errata interpretazione dei termini che hai usato (correttissima la definizione di setta e seguace) che una volta esplicitati rendono (almeno al sottoscritto) decisamente più chiaro il tuo pensiero... pensiero che se anche non mi trova del tutto concorde mi permette di sottolineare due punti interessanti:
1. la richiesta di internazionalizzazione ulteriore del festival, che non so se sposare in toto, visto che vorrei che il fundraising italiano delineasse delle proprie peculiarità prima di confrontarsi &quot;alla pari&quot; con l&#039;estero, ma che sicuramente ha estrema dignità di essere presente sul panorama.
2. la percezione di un gruppo di persone (non importa quanto folto) del Festival come un &quot;affare di famiglia&quot;.
Su questo secondo punto in particolare credo che avrei, sin dalla risposta precedente, dovuto porre maggior attenzione. Se anche questa posizione si rivelasse minoritaria sarebbe un campanello d&#039;allarme importante per tutti noi che lavoriamo affinchè la cultura del fundraising cresca e cresca in maniera partecipata. 
Se qualcuno, per qualsiasi motivo, si sente escluso e ci vede come una &quot;cricca&quot; (perdonerai la semplificazione) questo è estremamente negativo ed indice che stiamo sbagliando qualcosa... da parte mia non posso che ribadire la mia estrema disponibilità al confronto, al dialogo e perchè no all&#039;aiuto (credo che chiunque mi abbia scritto una mail in questi anni possa confermare che è sempre arrivata una risposta)... credo sinceramente che il nascondersi le competenze non aiutandosi sia deleterio non solo per i soggetti in questione ma per il mercato tutto... il festival è solo la punta dell&#039;iceberg di questo processo ma è un processo che mi auguro diventi &quot;sistema&quot; affinchè i fundraiser italiani lavorino per creare quelle &quot;peculiarità&quot; di cui accennavo sopra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Elisa, la mia risposta non voleva essere censoria, anzi! Ed infatti mi fa molto piacere proseguire con il nostro dibattito&#8230; non avevo, e colpevolmente ancora non ho, letto il post di Jacopo (che a questo punto ci deve dire quale dei due nomi preferisce <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ) provo però cmq a rispondere per quello che riguarda il mio post. In realtà credo sia normale un pò di spaesamento causato da un errata interpretazione dei termini che hai usato (correttissima la definizione di setta e seguace) che una volta esplicitati rendono (almeno al sottoscritto) decisamente più chiaro il tuo pensiero&#8230; pensiero che se anche non mi trova del tutto concorde mi permette di sottolineare due punti interessanti:<br />
1. la richiesta di internazionalizzazione ulteriore del festival, che non so se sposare in toto, visto che vorrei che il fundraising italiano delineasse delle proprie peculiarità prima di confrontarsi &#8220;alla pari&#8221; con l&#8217;estero, ma che sicuramente ha estrema dignità di essere presente sul panorama.<br />
2. la percezione di un gruppo di persone (non importa quanto folto) del Festival come un &#8220;affare di famiglia&#8221;.<br />
Su questo secondo punto in particolare credo che avrei, sin dalla risposta precedente, dovuto porre maggior attenzione. Se anche questa posizione si rivelasse minoritaria sarebbe un campanello d&#8217;allarme importante per tutti noi che lavoriamo affinchè la cultura del fundraising cresca e cresca in maniera partecipata.<br />
Se qualcuno, per qualsiasi motivo, si sente escluso e ci vede come una &#8220;cricca&#8221; (perdonerai la semplificazione) questo è estremamente negativo ed indice che stiamo sbagliando qualcosa&#8230; da parte mia non posso che ribadire la mia estrema disponibilità al confronto, al dialogo e perchè no all&#8217;aiuto (credo che chiunque mi abbia scritto una mail in questi anni possa confermare che è sempre arrivata una risposta)&#8230; credo sinceramente che il nascondersi le competenze non aiutandosi sia deleterio non solo per i soggetti in questione ma per il mercato tutto&#8230; il festival è solo la punta dell&#8217;iceberg di questo processo ma è un processo che mi auguro diventi &#8220;sistema&#8221; affinchè i fundraiser italiani lavorino per creare quelle &#8220;peculiarità&#8221; di cui accennavo sopra.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Elisa</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-384</link>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 15:47:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diariodelfundraiser.wordpress.com/?p=182#comment-384</guid>
		<description>Ciao, 
le parole setta e seguaci sono state male interpretate e riprendono lo spunto fatto sul blog di Brian dove ho utilizzato il termine setta in quanto da lui usato e perché io sono una “vostra seguace&quot;.
Il termine non è da intendersi offensivo in quanto in tempi più recenti setta indica più frequentemente gruppi (anche non religiosi) sorti attorno a personalità carismatiche e devo ammettere che molti di voi lo sono e sono capaci di muovere persone, idee ecc. altrimenti non si spiegherebbe il vostro successo nel fundraising (è un complimento).
Tuttavia credo di essere libera di ritenere che, la svolta del Festival deve avvenire con il coinvolgimento di molti Fundraiser (docenti e non docenti) stranieri altrimenti temo che il Festival nelle prossime edizioni prenda la strada &quot;nostrana&quot;. 
Ma forse mi sbaglio perché essere nostrani è meglio che essere internazionali.
Mi permetto di riprendere una tua frase: 
....per i primi mi chiedo perchè degli studenti che stanno studiando per entrare in mercati diversi da quello italiano dovrebbero essere interessati a venire a Castrocaro e poi, per quanto preparati questi studenti siamo sicuri che potrebbero fornire un confronto a chi non solo opera in Italia ma lo fa da anni? ….
Se permetti, io sarei molto interessata a seguire un Festival estero per capire come lavorano i nostri colleghi e come sono i loro mercati. La tua affermazione è un poco come dire che ci vanno a fare gli studenti in Erasmus potrebbe non servire studiare in un’altra Università… 

Spero di essermi chiarita e sarebbe il caso che anche Brian spiegasse cosa intende con il termine setta (http://www.jbgazzola.it/blog/2009/05/impegnarsi-per-un-ffrestival-diverso/) Anzi non capisco perché siete stati toccati da questa parola riusata da me e nulla è successo quando l&#039;ha scritta lui !
Ciao ed attendiamo il questionario.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
le parole setta e seguaci sono state male interpretate e riprendono lo spunto fatto sul blog di Brian dove ho utilizzato il termine setta in quanto da lui usato e perché io sono una “vostra seguace&#8221;.<br />
Il termine non è da intendersi offensivo in quanto in tempi più recenti setta indica più frequentemente gruppi (anche non religiosi) sorti attorno a personalità carismatiche e devo ammettere che molti di voi lo sono e sono capaci di muovere persone, idee ecc. altrimenti non si spiegherebbe il vostro successo nel fundraising (è un complimento).<br />
Tuttavia credo di essere libera di ritenere che, la svolta del Festival deve avvenire con il coinvolgimento di molti Fundraiser (docenti e non docenti) stranieri altrimenti temo che il Festival nelle prossime edizioni prenda la strada &#8220;nostrana&#8221;.<br />
Ma forse mi sbaglio perché essere nostrani è meglio che essere internazionali.<br />
Mi permetto di riprendere una tua frase:<br />
&#8230;.per i primi mi chiedo perchè degli studenti che stanno studiando per entrare in mercati diversi da quello italiano dovrebbero essere interessati a venire a Castrocaro e poi, per quanto preparati questi studenti siamo sicuri che potrebbero fornire un confronto a chi non solo opera in Italia ma lo fa da anni? ….<br />
Se permetti, io sarei molto interessata a seguire un Festival estero per capire come lavorano i nostri colleghi e come sono i loro mercati. La tua affermazione è un poco come dire che ci vanno a fare gli studenti in Erasmus potrebbe non servire studiare in un’altra Università… </p>
<p>Spero di essermi chiarita e sarebbe il caso che anche Brian spiegasse cosa intende con il termine setta (<a href="http://www.jbgazzola.it/blog/2009/05/impegnarsi-per-un-ffrestival-diverso/" rel="nofollow">http://www.jbgazzola.it/blog/2009/05/impegnarsi-per-un-ffrestival-diverso/</a>) Anzi non capisco perché siete stati toccati da questa parola riusata da me e nulla è successo quando l&#8217;ha scritta lui !<br />
Ciao ed attendiamo il questionario.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniele Fusi</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-383</link>
		<dc:creator>Daniele Fusi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 14:18:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diariodelfundraiser.wordpress.com/?p=182#comment-383</guid>
		<description>Ciao Elisa, sempre felice di leggere commenti polemici (non mi stancherò mai di sostenere che le cose migliori vengono fuori grazie ad una dialettica forte), provo a risponderti per quello che posso.
Cominciamo dal numero di presenti, tu sostieni che &quot;tolti i molti partecipanti del Master in Fundraising di Forlì ed i massimi esperti nazionali del settore con i loro “seguaci” poco altro si è visto.&quot;... credo che questa affermazione sia confutabile facendo una rapida stima. 
Ad occhio i partecipanti del Master &#039;09 non sono più di una trentina, facciamo anche che siano venuti, oltre a loro, anche tutti quelli dell&#039;anno precedente (cosa improbabile) arriviamo a 60 che su 450 presenti fa circa il 13% (non un numero così importante)... per quanto riguarda poi il resto della frase sui &quot;massimi esperti nazionali&quot; mi chiedo:
1. chi sarebbero esattamente (ho già detto che è buona norma fare i nomi delle persone a cui ci si riferisce)
2. esistono fundraiser in italia così importanti da avere addirittura un gruppo di seguaci? E non solo, sono così fenomenali da riuscire a radunarne così tanti da riempirci il festival del fundraising? Se è così voglio essere assolutamente fra di loro :-)
Ma passiamo oltre, continui poi il tuo commento dicendo che: &quot;se manca il “nuovo” che arriva da altri Master anche esteri che permette confronti informali fra partecipanti [...] si rischia che il Festival diventi la rimpatriata annuale di un gruppo di buoni amiconi.&quot; 
Nemmeno su questo posso concordare... mi sembra che il Festival sia pieno di momenti informali e che la maggior parte delle persone presenti sia più che disponibile al confronto (nel mio piccolo sia questo che lo scorso anno ho conosciuto almeno una decina di persone durante i tre giorni)... ma anche se non fosse così mi chiedo come la presenza di &quot;presenze da altri master anche esteri&quot; possa migliorare la situazione... prima di tutto, parliamo di studenti di master esteri o di docenti? Per i primi mi chiedo perchè degli studenti che stanno studiando per entrare in mercati diversi da quello italiano dovrebbero essere interessati a venire a castrocaro e poi, per quanto preparati questi studenti siamo sicuri che potrebbero fornire un confronto a chi non solo opera in italia ma lo fa da anni? Mentre i secondi  (i docenti) sono più che bene accetti ma non capisco come potrebbero risolvere il punto da te sollevato più di quanto non lo possano fare i &quot;normali&quot; relatori esteri... 
Diversità di opinioni probabilmente, però Elisa, questa volta siamo fortunati perchè a differenza delle divergenze che nascono di solito sui blog e che non possono avere riscontri oggettivi, su chi ha interpretato meglio il sentire dei partecipanti al festival credo che ci verrà in aiuto il questionario compilato alla fine da tutti noi che mi auguro l&#039;organizzazione vorrà rendere pubblico.
Ultimissima precisazione... io non faccio parte dell&#039;organizzazione del festival, (non ci sarebbe nulla di male ma non ne faccio parte) questo non vuol dire che io sia oggettivo nel mio giudizio, ma sicuramente è un indizio ulteriore della mia libertà da condizionamente esterni ;-) ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Elisa, sempre felice di leggere commenti polemici (non mi stancherò mai di sostenere che le cose migliori vengono fuori grazie ad una dialettica forte), provo a risponderti per quello che posso.<br />
Cominciamo dal numero di presenti, tu sostieni che &#8220;tolti i molti partecipanti del Master in Fundraising di Forlì ed i massimi esperti nazionali del settore con i loro “seguaci” poco altro si è visto.&#8221;&#8230; credo che questa affermazione sia confutabile facendo una rapida stima.<br />
Ad occhio i partecipanti del Master &#8216;09 non sono più di una trentina, facciamo anche che siano venuti, oltre a loro, anche tutti quelli dell&#8217;anno precedente (cosa improbabile) arriviamo a 60 che su 450 presenti fa circa il 13% (non un numero così importante)&#8230; per quanto riguarda poi il resto della frase sui &#8220;massimi esperti nazionali&#8221; mi chiedo:<br />
1. chi sarebbero esattamente (ho già detto che è buona norma fare i nomi delle persone a cui ci si riferisce)<br />
2. esistono fundraiser in italia così importanti da avere addirittura un gruppo di seguaci? E non solo, sono così fenomenali da riuscire a radunarne così tanti da riempirci il festival del fundraising? Se è così voglio essere assolutamente fra di loro <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ma passiamo oltre, continui poi il tuo commento dicendo che: &#8220;se manca il “nuovo” che arriva da altri Master anche esteri che permette confronti informali fra partecipanti [...] si rischia che il Festival diventi la rimpatriata annuale di un gruppo di buoni amiconi.&#8221;<br />
Nemmeno su questo posso concordare&#8230; mi sembra che il Festival sia pieno di momenti informali e che la maggior parte delle persone presenti sia più che disponibile al confronto (nel mio piccolo sia questo che lo scorso anno ho conosciuto almeno una decina di persone durante i tre giorni)&#8230; ma anche se non fosse così mi chiedo come la presenza di &#8220;presenze da altri master anche esteri&#8221; possa migliorare la situazione&#8230; prima di tutto, parliamo di studenti di master esteri o di docenti? Per i primi mi chiedo perchè degli studenti che stanno studiando per entrare in mercati diversi da quello italiano dovrebbero essere interessati a venire a castrocaro e poi, per quanto preparati questi studenti siamo sicuri che potrebbero fornire un confronto a chi non solo opera in italia ma lo fa da anni? Mentre i secondi  (i docenti) sono più che bene accetti ma non capisco come potrebbero risolvere il punto da te sollevato più di quanto non lo possano fare i &#8220;normali&#8221; relatori esteri&#8230;<br />
Diversità di opinioni probabilmente, però Elisa, questa volta siamo fortunati perchè a differenza delle divergenze che nascono di solito sui blog e che non possono avere riscontri oggettivi, su chi ha interpretato meglio il sentire dei partecipanti al festival credo che ci verrà in aiuto il questionario compilato alla fine da tutti noi che mi auguro l&#8217;organizzazione vorrà rendere pubblico.<br />
Ultimissima precisazione&#8230; io non faccio parte dell&#8217;organizzazione del festival, (non ci sarebbe nulla di male ma non ne faccio parte) questo non vuol dire che io sia oggettivo nel mio giudizio, ma sicuramente è un indizio ulteriore della mia libertà da condizionamente esterni <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  &#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valerio melandri</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-382</link>
		<dc:creator>valerio melandri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 11:25:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diariodelfundraiser.wordpress.com/?p=182#comment-382</guid>
		<description>Elisa, mi interessa moltissimo il tuo commento. Puoi scrivermi o chiamarmi? Perchè quanto tu dici, è davvero il contrario esatto della mia prospettiva di fundraising e crescita dei fundraiser. Una comunità se è vera cresce e accoglie, se non cresce e non accoglie è una cricca, ma io per le cricche non ho tempo. Scrivimi e spiegami, Grazie. Valerio Melandri, valerio.melandri@unibo.it.

Per le pagelle, Daniele, tu sai fare bene il mestiere che fai (direct mail) perchè il tuo post sulle pagelle è davvero &quot;touchè&quot;.
Oggi abbiamo fatto una sessione di lavoro, con Adele e Mauro, con all&#039;ordinde del giorno la lettura dei post e dei blog sul festival. Ci simao segnati un sacco di cose, davvero il festival sarà molto diverso il prossimo anno! Almeno ci proveremo!
Ciao, a presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Elisa, mi interessa moltissimo il tuo commento. Puoi scrivermi o chiamarmi? Perchè quanto tu dici, è davvero il contrario esatto della mia prospettiva di fundraising e crescita dei fundraiser. Una comunità se è vera cresce e accoglie, se non cresce e non accoglie è una cricca, ma io per le cricche non ho tempo. Scrivimi e spiegami, Grazie. Valerio Melandri, <a href="mailto:valerio.melandri@unibo.it">valerio.melandri@unibo.it</a>.</p>
<p>Per le pagelle, Daniele, tu sai fare bene il mestiere che fai (direct mail) perchè il tuo post sulle pagelle è davvero &#8220;touchè&#8221;.<br />
Oggi abbiamo fatto una sessione di lavoro, con Adele e Mauro, con all&#8217;ordinde del giorno la lettura dei post e dei blog sul festival. Ci simao segnati un sacco di cose, davvero il festival sarà molto diverso il prossimo anno! Almeno ci proveremo!<br />
Ciao, a presto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Elisa</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-381</link>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2009 15:40:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diariodelfundraiser.wordpress.com/?p=182#comment-381</guid>
		<description>Ciao, non concordo assolutamente sul voto dato ai partecipanti e credo che abbiate captato sensazioni errate in  quanto molti di voi coinvolti nella realizzazione del Festival.
Ritengo che il Festival non sia stato così travolgente. Tolta la novità della prima edizione, questa puntata è sembrata il raduno dei “soliti buoni fundraiser”.
Giustamente si è cercato di ravvivare il tutto con qualche mal fatto fuoco pirotecnico stile USA nostrano. L&#039;affluenza o partecipanti tendono ad evidenziare il concetto di “setta” in quanto, tolti i molti partecipanti del Master in Fundraising di Forlì ed i massimi esperti nazionali del settore con i loro “seguaci” poco altro si è visto. Gradirei porre l’accento sui partecipanti, se manca il “nuovo” che arriva da altri Master anche esteri che permette confronti informali fra partecipanti, molto spesso più preziosi e piacevoli delle ore di profezie, si rischia che il Festival diventi la rimpatriata annuale di un gruppo di buoni amiconi. Voglio precisare che il mio non è un giudizio personale, ma è ciò che è emerso dai molti commenti nei quali ho avuto modo di partecipare attivamente e passivamente, quindi riporto un “sentire” abbastanza comune nei partecipanti.
Ciao Elisa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, non concordo assolutamente sul voto dato ai partecipanti e credo che abbiate captato sensazioni errate in  quanto molti di voi coinvolti nella realizzazione del Festival.<br />
Ritengo che il Festival non sia stato così travolgente. Tolta la novità della prima edizione, questa puntata è sembrata il raduno dei “soliti buoni fundraiser”.<br />
Giustamente si è cercato di ravvivare il tutto con qualche mal fatto fuoco pirotecnico stile USA nostrano. L&#8217;affluenza o partecipanti tendono ad evidenziare il concetto di “setta” in quanto, tolti i molti partecipanti del Master in Fundraising di Forlì ed i massimi esperti nazionali del settore con i loro “seguaci” poco altro si è visto. Gradirei porre l’accento sui partecipanti, se manca il “nuovo” che arriva da altri Master anche esteri che permette confronti informali fra partecipanti, molto spesso più preziosi e piacevoli delle ore di profezie, si rischia che il Festival diventi la rimpatriata annuale di un gruppo di buoni amiconi. Voglio precisare che il mio non è un giudizio personale, ma è ciò che è emerso dai molti commenti nei quali ho avuto modo di partecipare attivamente e passivamente, quindi riporto un “sentire” abbastanza comune nei partecipanti.<br />
Ciao Elisa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sponsor, aziende. Parliamone! &#171; Postel e il mondo Non Profit</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-380</link>
		<dc:creator>Sponsor, aziende. Parliamone! &#171; Postel e il mondo Non Profit</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2009 07:55:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diariodelfundraiser.wordpress.com/?p=182#comment-380</guid>
		<description>[...] venuto fuori in almeno 3 diversi blog, ha scatenato svariati commenti (ne hanno parlato Daniele, Luciano Zanin, Jacopo): è dunque un tema &#8220;caldo&#8221; e, come tale, va affrontato, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] venuto fuori in almeno 3 diversi blog, ha scatenato svariati commenti (ne hanno parlato Daniele, Luciano Zanin, Jacopo): è dunque un tema &#8220;caldo&#8221; e, come tale, va affrontato, [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Jacopo Brian Gazzola Blog &#187; Blog Archive &#187; Impegnarsi per un FFrestival diverso</title>
		<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2009/05/13/le-pagelle-del-festival-del-fundraising-2009/#comment-379</link>
		<dc:creator>Jacopo Brian Gazzola Blog &#187; Blog Archive &#187; Impegnarsi per un FFrestival diverso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 19:35:08 +0000</pubDate>
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		<description>[...] di Daniele Fusi di fare la pagella al Festival, mi e&#8217; piaciuta un sacco. Vorrei provare a dare un paio di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di Daniele Fusi di fare la pagella al Festival, mi e&#8217; piaciuta un sacco. Vorrei provare a dare un paio di [...]</p>
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