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Posts contrassegnato dai tag ‘direct marketing’

Staff meeting luglio 2008

Il 20 ottobre 2oo7, è stato il mio giorno di entrata in Cesvi e il 6 novembre 2009 sarà il mio ultimo giorno di quella che, senza iperboli, è stata una meravigliosa esperienza lavorativa e personale, un’esperienza che mi ha dato la possibilità di crescere e di sperimentarmi come fundraiser e come professionista.
Questo post sarà esattamente questo, la celebrazione delle possibilità che questa grande organizzazione mi ha dato tramite il bilancio professionale di questi due anni. Cosa ho fatto, quali obiettivi ho raggiunto e quali no, cosa avrei voluto fare, ecc.

Cominciamo con ordine però e non diamo per scontato nulla… il mio ruolo in Cesvi era quello di… (altro…)

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Le pagelle 2009

Le pagelle 2009

fonte: flickr

L’ho promesso, ed eccomi qui a parlare di Festival del Fundraising 2009 a pochi giorni dalla chiusura.
Visto però che in tanti (Ioana, Francesco Q, Paolo, Virginia, Alberto, Francesco S., Emma, Natascia, Raffaele e naturalmente Valerio) lo hanno già fatto indicando in pratica tutto quello che avrei voluto dire ho pensato di fare un rapido sunto di tutto quello che ritengo essere interessante ribadire utilizzando la formula, cara a Ziliani e nota a tutti gli amanti di calcio, delle Pagelle! :-)

E allora cominciamo: (altro…)

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Del grandissimo successo del festival di quest’anno nee hanno già scritto Ioana, Francesco e Paolo, ne scriverò a breve anche io e ne frattempo rendo disponibili, per chi non avesse potuto partecipare alla sessione di Myrta e mia, le slide della nostra presentazione (I due video di pagina 20 e 23 li potete vedere dopo il “salto”).
A prestissimo!

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Aula Magna FFR 2008

Aula Magna FFR 2008

Fonte: flickr

Mancano 2 giorni al Festival del Fundraising 2009, la seconda edizione dell’iniziativa che ha scombinato, lo scorso anno, ogni equilibrio nel settore ponendosi come “L’evento” annuale sulla raccolta fondi.
I dati di questa edizione sono impressionanti, si parla di un aumento delle presenze del 50% (450 persone contro le 300 dello scorso anno) a dimostrazione di quanto la nostra professione cresca ed interessi sempre di più… insomma Melandri lo scorso anno ha rischiato e parecchio, ci ha rispovato nel 2009 e per il secondo anno sembra che si possa dire che abbia vinto la sua scommessa.

Ma questo post non è concepito per incensare l’ottimo Valerio, per quello, se lo meriterà, ne scriverò uno dopo la conclusione dell’evento ;-) … questo post vuole essere un racconto… (altro…)

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fonte: flickr

Ne ho già parlato su questo blog e su quello di Lentati, la trasparenza dovrebbe essere una leva per la raccolta fondi, i donatori, in quanto investitori sociali, hanno il diritto di essere informati puntualmente su come il loro contributo verrà utilizzato.
Questo in un mondo ideale, dove cioè il donatore percepisce questo suo ruolo di investitore. Nel mondo reale la stragrande maggioranza è convinta di fare semplicemente “beneficenza”, non c’è nulla di male in questo sia ben chiaro, ma questo rende poco redditizio l’atteggiamento di chi, molti per fortuna, investe… (altro…)

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Fonte flickr

… è quello che Mal Warwick consiglia di fare alle organizzazioni nonprofit, nell’ultimo numero della sua newsletter.
Ma cosa intende il nostro guru americano esattamente? In un articolo ricco di spunti sul direct marketing, sui suoi possibili sviluppi e sulle strategie più efficaci, Warwick indica alcuni errori, dovuti principalmente a strategie di raccolta fondi “non orientate al donatore” e, fra queste quella della rigidità delle barriere orizzontali sulle diverse “categorie” di donatori.
Le categorie di cui scrive sono quelle per ammontare della donazione che ogni organizzazione utilizza per personalizzare il trattamento dei così detti “grandi donatori”. Benchè Warwick riconosca l’utilità di questa categorizzazione, indica però il rischio, riscontrato anche da me in più casi, che l’eccessiva rigidità di queste categorie porti, paradossalmente, alla mancanza dell’invio di informazioni basilari (per intendersi il bollettino periodico dell’organizzazione o alcuni appelli speciali) proprio a questo fondamentale target.
Come tutti sappiamo la personalizzazione……della comunicazione rende e rende bene nella raccolta fondi, ed è proprio per questo che vengono create, in alcune realtà, delle vere e proprie unit di gestione dei donatori più generosi ai quali generalmente le richieste di contribuzione arrivano in forma orale, via telefono o di persona.
Fare questo è giusto però troppo spesso ci si dimentica che il nostro finanziatore facoltoso non è una persona diversa dal piccolo donatore e se su quest’ultimo pensiamo che abbia senso inviare periodicamente informazioni riguardanti le attività dell’organizzazione, e quindi più o meno direttamente, sull’utilizzo del suo contributo, perchè non riteniamo altrettanto utile farlo sul grande donatore?
Il morale dell’articolo di Warwick comunque è sempre lo stesso: centrare ogni singola azione di raccolta fondi sul donatore. Solo così potremmo aumentare le nostre possibilità di successo ed evitare di incappare in errori che possono costarci tempo e quindi denaro.

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