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fonte: flick

Hi everybody, this is the first post of “Diario di un fundraiser” (Fundraiser’s Diary) written in english.
May be some of you are wondering why I take this decision, the answer is, I hope, simple.
I realize that Italian “market” is not ready for high level thoughts about fundraising.
May be I’m a little bit arrogant but looking at the number of access of my blog, page view and keyword reference… (altro…)

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fonte: flickr

Benvenuti nel primo articolo polemico di Diario di un Fundraiser!  Prendendo spunto da uno dei suoi ultimi post in diretta da oltre oceano, mi permetto di rispondere al professor Melandri.

Premetto che non ho nulla ne contro ne a favore del professore e del suo lavoro. Le nostre strade non si sono mai incontrate se non a Padova qualche anno fa a Civitas durante la presentazione di un suo libro/ricerca sui fundraiser dove ci siamo giusto visti (e non sono nemmeno così sicuro che lui abbia visto me) e non ho mai avuto il piacere di studiare un suo lavoro di consulenza o di frequentare un suo corso. Il mio giudizio si basa solo ed esclusivamente sulla sua attività di blogger e su un post in particolare (in realtà sarebbero due e se non mi dilungherò troppo proverò a rispondere anche al secondo).

Nel suo post “W i copioni abbassi gli stupidi” Melandri si autodefinisce “creatore di trend” portando 3 esempi:
1. l’apertura di un blog sul fundraising
2. l’apertura di un portale di informazione sul fundraising
3. il programma partner di Centrale Etica

Per quanto riguarda il punto 1, credo che, essere il primo (in Italia ovviamente) ad aprire un blog sul fundraising non possa rappresentare un valore. Si tratta infatti dell’utilizzo di uno strumento (il blog appunto) non certo particolarmente innovativo di per sè, per trattare una determinata tematica.
Per capirsi è come attribuirsi il merito di essere stati i primi (in Italia)… (altro…)

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fonte: flikr

I diari di solito parlano al presente e come ho già scritto è come diario che intendo questo mio blog (in effetti il titolo dovrebbe essere autoesplicativo ma ripetersi non fa mai male), ma è nelle mie intenzioni, parlare anche al passato e al futuro…
Al passato perchè spesso, durante gli anni in L&P, ho avuto modo di incontrare e lavorare insieme a molti giovani che si affacciavano alla professione del “raccoglitore di fondi”… un pò spaesati, un pò incerti su come muoversi (come del resto ero anche io) e credo che, raccontando i miei inizi (non che mi senta un professionista arrivato ma almeno i primi passi sono fatti) le persone, interessate ad intraprendere la stessa strada, potrebbero ricavarne utili indicazioni… anche solo per dire: non fa per me!
Al futuro invece, perchè credo che la discussione (ed un blog è sì diario ma anche e forse soprattutto discussione) sul ciò che verrà sia indispensabile per lo sviluppo del fundraising nel nostro paese, immaginare scenari, confrontarsi con le best practice estere e parlarne, ragionare su eventuali test fatti o sui risultati delle operazioni più “innovative” credo possano essere ulteriori motori alla crescita del settore…
Questo post è l’incipit del Manifesto di Diario di un fundraiser, una sorta di guida per capire lo spirito “editoriale” del blog e per permettere ai lettori più attenti di orientarsi in maniera più precisa all’interno di questa mia nuova casa “virtuale”.

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In effetti…

… sto lavorando sulla creazione di questo blog che verrà lanciato a breve e visto che sono stato drammaticamente scoperto (leggi alla voce: Jambee) dopo poche ora dall’inizio dei lavori credo proprio che sarò obbligato a sbrigarmi… 😉

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