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Posts Tagged ‘terre des hommes’


source: flickr

C’è grossa crisi…” diceva così il profeta di “Quelo” in una fortunata parodia creata da Corrado Guzzanti, parodia dei profeti di sventura, pseudo santoni in grado di dare risposte (spesso scontate) a chi è nel panico più totale.

Ed il panico mi pare stia prendendo anche una parte del nostro amato settore nonprofit…
“Crisi delle donazioni”, “Terzo settore: è allarme donazioni” e chi più ne ha più ne metta, sono solo alcuni titoli apparsi sui giornali negli ultimi mesi. Se n’è parlato anche on-line, per fortuna, con toni molto meno allarmistici e molto più ponderati… lo hanno fatto Francesco Quistelli, per primo, qui, Ioana Fumagalli su Fundraisers’ diary e Valerio Melandri qui.

Pur condividendo lo spirito di questi tre ultimi post citati, ho sentito comunque il bisogno di dire la mia, stimolato anche da numerose richieste di commenti sul tema (l’ultima in ordine di arrivo sarà la partecipazione, venerdì prossimo, al dibattito “Vendere le donazioni: un paradosso? Nuove strategie per nuove sfide” durante “Fa la cosa giusta” con Giorgio Fiorentini a Milano).

La crisi c’è la crisi non c’è, partirei dal presupposto che per esserci c’è ma che, come quasi tutte le crisi, fa distinzioni, ovvero non colpisce e non lo fa nello nello stesso modo, tutte le organizzazioni.
Primo punto: le crisi, oltre a fare danni, fanno anche selezione ovvero i player che meglio sanno muoversi o che meglio hanno saputo farlo nel passato vengono “premiati” a scapito di chi non è stato in grado di fare questo.
Un esempio su tutti, … (altro…)

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Che Paolo Ferrara conoscesse la materia, (social networking, fundraising 2.0 e web 2.0) non lo scopriamo certo ora, ma che la sapesse applicare così bene è stata una piacevole conferma di come lo studio e l’esperienza sul campo facciano sempre la differenza nel mondo della raccolta fondi.
L’operazione lanciata da Terre des Hommes con il sito www.iosonopresente.it è davvero un bel esempio di web 2.0 per una causa sociale (in questo caso l’accesso all’istruzione primaria).
C’è il protagonismo dell’utente, che può inserire la propria foto dichiarando il proprio sostegno alla causa, ci sono i tool virali (non me ne voglia Paolo un pò nascosti) e soprattutto c’è la raccolta fondi! E non solo tramite SMS, ma la richiesta di sostegno anche economico, viene veicolata via mail dal sistema in automatico non appena l’utente conclude la procedura di registrazione… so che in teoria questo dovrebbe avvenire sempre ma purtroppo l’esperienza ci insegna che in molti siti di organizzazioni questo semplice sistema non viene utilizato… sistema che se anche non produce conversion altissime (la percentuale di utenti che dopo aver inserito la propria foto poi dona a TdH) è il primo passo per instaurare una relazione con il nostro utente (che ci ha fatto il “regalo” della sua e-mail) e ci permetterà in futuro di lavorare per farlo diventare nostro donatore.
Detto ciò torno a fare ancora una volta i miei complimenti a Paolo e a tutto lo staff di TdH per l’iniziativa e speriamo che questa dia spunti ad altre organizzazioni per attivarsi in maniera un pò più ragionata anche sul web.

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